Frodi e filiera temi caldi del Festival del Giornalismo Alimentare

 

La responsabilità di chi “comunica il cibo” è importante: dal rapporto con il consumatore alle numerose campagne contro gli sprechi, passando per l’attenzione crescente alle etichette e alla filiera, paure e allarmismi, fino ai reati alimentari e le agromafie, senza dimenticare il valore dell’enogastronomia per la promozione e crescita economica di un territorio.

Proprio questi i temi al centro della seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, alla Biblioteca Nazionale di Torino dal 23 al 25 febbraio.
«Un festival come questo non poteva che nascere a Torino – spiega Massimo Borgia, direttore della manifestazione – grazie ad iniziative ormai di caratura internazionale come Salone del Gusto, Terra Madre, Eataly. E tutto quello che è venuto dopo. Siamo stati forse tra i primi in Italia e in Europa a fare della difesa della qualità del cibo un tema contemporaneo e collettivo».

Tre giorni di confronto su uno dei temi di maggiore attualità, per un evento che ha l’obiettivo di far incontrare 120 tra giornalisti, comunicatori, blogger, aziende, istituzioni, uffici stampa, scienziati, alimentaristi e influencer, e che quest’anno avrà la media partnership di Rai Radio 1, che seguirà tutti i lavori del Festival dedicando all’evento l’intera puntata della trasmissione Coltivando il futuro di sabato 25 febbraio.

Sul sito il programma completo: www.festivalgiornalismoalimentare.it

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